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Isola del Lazzareto Nuovo - Completamento dell'Impianto di depurazione e sua gestione triennale |
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La fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione basato sui processi fisici, chimici e biologici innescati da vegetazione caratteristica degli ambienti acquatici e delle zone umide. Da gennaio 2004 SELC ha avviato il ripristino di un impianto di fitodepurazione all’interno dell’isola del Lazzaretto Nuovo, nella laguna nord di Venezia.
Foto aerea della porzione di isola del Lazzaretto Nuovo interessata dall’impianto di fitodepurazione
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L’utilizzo di impianti di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue rappresenta una scelta ottimale quando, come nel caso dell’isola del Lazzaretto Nuovo, si debba far fronte alle necessità di insediamenti piccoli, isolati o caratterizzati da forti oscillazioni nei volumi da trattare. Nel caso specifico si aggiunge anche la necessità di impiegare soluzioni a basso impatto ambientale, visto l’inserimento dell’impianto nel contesto lagunare, caratterizzato da una forte componente naturale.
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Vasca dell’impianto di fitodepurazione vegetata con Phragmites australis e quadri strumenti sullo sfondo
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La specie vegetale scelta per la messa a dimora sui letti depurativi è Phragmites australis sia perché è ampiamente diffusa nel contesto lagunare, sia perché garantisce i migliori rendimenti a carico della rimozione degli inquinanti organici.
L’isola attualmente è affidata in concessione all’Archeoclub e all’Ekos Club, associazioni di volontari che hanno una presenza permanente sull’isola e organizzano, durante il periodo estivo, corsi in ambito archeologico per gruppi di circa 40 persone.
Per questo motivo l’impianto è stato progettato e realizzato allo scopo di trattare gli scarichi civili prodotti dalla presenza della piccola comunità costituita al massimo da 40 abitanti equivalenti, con caratteristiche spiccatamente stagionali.
Tenendo in considerazione le caratteristiche del sito di progetto e del carattere ricreativo dell’area, è stato utilizzato un sistema di fitodepurazione a flusso sub superficiale, soprattutto allo scopo di eliminare il rischio di sviluppo di insetti e di odori molesti.
Gli elementi funzionali principali dell’impianto di fitodepurazione sono:
- rete fognaria e rete per le acque meteoriche separate;
- due vasche con letto ghiaioso e Phragmites australis funzionanti in parallelo o in serie;
- fossa biologica a tre scomparti;
- pozzetto di scarico nel bacino di finissaggio;
- bacino di finissaggio;
- pozzetto di scarico in laguna.
Attraverso l’utilizzo di questi elementi si ottiene il trattamento depurativo degli scarichi:
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le acque meteoriche vengono convogliate, attraverso la rete dei pluviali, nelle due vasche. Nel caso in cui l’impianto non abbia bisogno d’acqua, è possibile scaricare direttamente nel bacino di finissaggio, da usarsi come riserva d’acqua, oppure direttamente in laguna.
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le acque nere seguono uno schema di distribuzione più articolato che prevede l’arrivo sul pozzetto di ripartizione, dal quale vengono automaticamente convogliate alla fossa biologica tricamerale oppure collegate manualmente alle vasche. Dalla fossa tricamerale, le acque di scarico vengono convogliate al bacino di finissaggio e da questo, se necessario, scaricate in laguna.
Al fine di verificare l’efficacia nella rimozione degli inquinanti, da parte dell’impianto di fitodepurazione, è stato messo a punto un programma di monitoraggio di controllo della qualità degli effluenti in transito attraverso l’impianto stesso. Si tratta di attività svolte in collaborazione con l’Università di Padova - Dipartimento di Processi Chimici dell’Ingegneria necessarie per verificare sperimentalmente la capacità di rimozione degli inquinanti, mediante analisi chimica su campioni d’acqua prelevati all’ingresso e all’uscita dell’impianto
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Progetto Integrato Fusina (PIF)
SELC sta conducendo, per il consorzio responsabile della realizzazione delle opere del PIF - Progetto Integrato Fusina - il monitoraggio della fase di posa della condotta di scarico a mare. Le attività, che si completeranno prevedibilmente nel 2010, prevedono rilievi bentologici e idrologici e sono finalizzati alla valutazione dei possibili effetti conseguenti alle operazioni di scavo. |
Monitoraggio CORILA
Anche nel 2009 SELC collaborerà con il CORILA per il monitoraggio della vegetazione terrestre, delle fanerogame marine, delle “tegnue” e degli insetti terrestri nell’area delle bocche di porto della laguna di Venezia
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Nuovo incarico (comm.te SIAP) per l'esecuzione di uno Studio Idrogeologico e lo sviluppo di un Piano di Monitoraggio di Portata delle Acque - Ex Miniera di calcopirite di Libiola Comune di Sestri Levante
Lo studio ed il piano di monitoraggio delle portate d'acqua provenienti dalle gallerie della miniera è finalizzato alla progettazione di interventi volti a mitigare l'impatto che tali acque possono avere sull ambiente circostante. |
Nuovi interventi di Ingegneria Naturalistica
E' in corso un intervento sperimentale di trapianto di fanerogame marine, con metodiche servo-assistite, in zone di alto battente (3-4m) adiacenti le bocche di porto di Venezia
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